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Ecco che se ne va. Uno dei prototipi di Dio, un mutante ad alta potenzialità neanche preso in considerazione per le produzioni di massa. Troppo strano per vivere e troppo raro per morire.
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19 dicembre 2005

ROSOLINA MAR

Come sempre, miglior concerto è quando non te lo aspetti.

Sms: se vuoi domani sera suona in Taverna un  gruppo niente niente male, Rosolina Mar, se ci sei facci un salto.

Detto fatto, quando il pusher musicale chiama, io non posso che recarmi a ritirare la dose.

Costringo la dolce(?!?!?!) streghetta ad accompagnarmi al grido di “un gruppo che fa cover di Eros Ramazzotti in stile death metal” ed eccoci alla Taverna.

Li guardo in faccia, questo trio veneto di poche parole ma decisamente buone e mi fanno subito una buona impressione.

Ci bevo sopra una birra e mi piacciono ancora di più. Tutto questo, vorrei farvi notare, senza che abbiano ancora imbracciato gli strumenti, per vostra informazione, due chitarre e una batteria.

E tantoper non smentirmi,  il concerto inizia al grido di “più pilu per tutti”.

Piccola precisazione: i Rosolina Mar, con reminescenze neanche troppo velate al rock tirato e all’hardcore, quello giusto, sono un gruppo strumentale, niente parole inutili, solo dediche.

Ottimi, bravi, coinvolgenti, precisi, decisi.

Imbranati proprio al punto giusto, come piace a me, ma sul palco non c’è scampo per nessuno.

Ohy piacciono pure a chi è venuto per vedere ma  soprattutto ascoltare una “Death cuori agitati nel vento”.

Come gli “Until I die” io vi consiglio vivamente di andarveli ad ascoltare se dovessero carambolare dalle vostre parti.

Sicuro, non ne rimarrete delusi.




permalink | inviato da il 19/12/2005 alle 21:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa
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